| traduzione di inglese Letizia X
Nato a Belgrado nel 1968 Bojan Zulfikarpasic comincia a studiare
pianoforte all’età di cinque anni. “La musica
è un’attività molto diffusa nel mio Paese,...
La mia famiglia, assieme ad amici, si riuniva per festeggiare e
suonare fino a notte tarda. Io mi addormentavo con le canzoni del
patrimonio musicale jugoslavo. Poi, attraverso l’insegnamento,
ho scoperto Bach, Ravel e Debussy, grazie ad un’amica ho scoperto
i Beatles e grazie a mio padre la musica brasiliana. Io ripetevo
i brani, provavo a trovare gli accordi giusti, e questo ha provocato
una certa attitudine alla musica jazz.”. Da adolescente continua
i suoi studi al conservatorio di Belgrado e diventa un musicista
jazz famoso nel panorama musicale jugoslavo (nel 1989 riceve in
Jugoslavia il Premio come Migliore Giovane Musicista Jazz).
Dopo il servizio militare in Jugoslavia, dove nell’orchestra
dell’esercito scopre la ricchezza della musica tradizionale
balcanica, nel 1988 si trasferisce a Parigi diventando in poco tempo
un nome incontestabile del jazz francese. Si iscrive al CIM, una
scuola di riferimento per molti giovani artisti, e comincia a suonare
con altri musicisti. Con il chitarrista Noël Akchoté
si esibisce in tantissimi bar e club della capitale.
La sua carriera inizia ad ottenere riconoscimenti importanti nel
1990. Sostituendo il pianista del quartetto di Marc Buronfosse (con
Julian Lourau al sassofono e François Merville alla batteria),
Bojan conquista il primo premio da solista al “Concours de
la Défense”. La sua performance non passa inosservata
nemmeno ai grandi nomi del jazz. Nel 1991 entra a far parte del
famoso “Azur Quartet” dell’emblematico contrabbassista
francese Henri Texier, e in seguito dal gruppo del clarinettista
Michel Portal. Con il suo particolare linguaggio – un maturo
vocabolario jazz realizzato dosando leggere influenze tratte dal
folclore balcanico – Bojan lascia un’impronta indelebile
in tutti i gruppi in cui suona.
Oltre ad esibirsi in vari gruppi, Bojan è anche leader in
formazioni tutte sue.
Il 1993 segna l’inizio della sua collaborazione con l’etichetta
Label Bleu con l’incisione dell’album di debutto del
Bojan Z Quartet registrato durante un concerto a New York, seguito
due anni più tardi da Yopla!, il suo secondo album inciso
sempre col quartetto. Inizialmente, nel 1999, esce il suo progetto
multietnico Koreni, che raccoglie otto musicisti d’origine
diversa.
Dopo alcuni anni di riflessione sulle caratteristiche del piano
solista, registra nel 2001 l’album Solobsession, che raccoglie
apprezzamenti e consensi a livello internazionale. Questo album,
il quarto uscito con il suo nome, presenta composizioni superbe
e fuori dall’ordinario, confermando nuovamente l’originalità
assoluta di questo pianista jazz che ha caratteristiche assolutamente
uniche, scaturite da un talento inesauribile.
Con i gruppi di Texier, Portal e Lourau, con i propri gruppi e
da solista, si è esibito nei grandi festival jazz di Montréal,
North Sea Jazz, Paris Jazz Festival, Copenhagen Jazz Festival, Jazz
in Marciac, London Jazz Festival e nelle sale da concerto come il
Palau de la Musica a Barcellona e alla Konzerthaus di Vienna.
Nel 2002 Bojan viene nominato Chevalier de l’ordre des Arts
et des Lettre dal Ministero della cultura francese e riceve il Premio
Django Reinhardt come Musicista dell’anno dell’Accademia
Francese del Jazz.
Il suo quinto album per Label Bleu, nonché il primo col
“trio Transpacifik”, segna l’inizio della collaborazione
con musicisti americani quali il contrabbassista Scott Colley (famoso
per aver lavorato con nomi importanti come Herbie Hancock e Chris
Potter) e il batterista newyorkese Nasheet Waits. Venne registrato
a New York nel 2003.
Da allora suona con Ben Perowsky o Ari Hoenig alla batteria ed
il grande bassista francese Remi Vignolo. Nel 2005 è stato
insignito del “European Jazz Prize” (Hans Koller Prize)
come best european jazz artist.
Il suo album Xenophonia, uscito nel 2006, ha vinto il premio “Les
victoires du jazz 2007” come miglior album dell’anno.
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